Consulenza Rintracciabilità Certificazione 22005

L’esigenza per tutti gli operatori del settore agro-alimentare, siano essi produttori, trasformatori, trasportatori, commercianti o grossisti, di essere in grado di applicare la rintracciabilità di filiera trova le sue origini nelle vicende accadute negli ultimi anni (influenza aviaria, mucca pazza, etc.), le quali hanno creato nell’opinione pubblica un rilevante allarme sociale colpendo anche i produttori.

Per questi motivi l’Unione Europea ha scelto di raggiungere un elevato livello di tutela applicando principi improntati alla massima sicurezza, tra cui la tracciabilità e rintracciabilità di filiera. Tale concetto si inquadra nell’attuale dibattito tecnico e politico sulla sicurezza alimentare e sui relativi strumenti per garantirla.

LA CERTIFICAZIONE DI RINTRACCIABILITA’ DI FILIERA:

  • Tracciabilità: il termine indica il processo di individuazione dei passaggi produttivi e dei loro responsabili, da monte a valle (per esempio dal mangime alla bistecca).
  • Rintracciabilità: è il procedimento inverso al precedente e individua la possibilità di ripercorrere il processo produttivo a ritroso, da valle a monte, garantendo il consumatore sull’attribuzione delle responsabilità dei produttori nelle varie fasi della filiera produttiva.

La filiera è l’insieme delle tappe del processo produttivo; ne fanno parte tutte le aziende che concorrono alla formazione, distribuzione, commercializzazione e fornitura di un prodotto agroalimentare

Attualmente la rintracciabilità di filiera è stata recepita dalla nostra legislazione per i casi di: carne bovina, pesce, OGM.

  • Dal 1° Aprile 2004 sono in vigore le norme per l’applicazione alla filiera della produzione del latte.
  • Dal 1° Gennaio 2005 sono in vigore le norme per gli alimenti e i mangimi. (Regolamento C.E. n. 178/2002 art. 18)

Il Regolamento CE prevede che gli attori della filiera possano scegliere l’ampiezza (dove farla iniziare e dove farla finire) e la profondità (il numero di prodotti e/o di componenti). Bisogna poi assicurarsi del corretto funzionamento del sistema di rintracciabilità attraverso un piano di controllo. Questo sistema permette così di ridurre i danni in caso di ritiro di prodotti dal mercato tramite interventi su lotti mirati e rintracciabili, riducendo sprechi e danni d’immagine.

La norma UNI EN ISO 22005/08 specifica i requisiti per l’attuazione di un sistema di rintracciabilità nelle aziende agroalimentari. Tra questi:

  • L’identificazione delle materie prime e semilavorati rilevanti ed i prodotti per i quali si voglia garantire la rintracciabilità;
  • Le modalità di identificazione e registrazione dei materiali in entrata e dei rispettivi fornitori;
  • La rilevazione delle movimentazioni in azienda di materie prime, semilavorati e prodotti mediante diagrammi di flusso;
  • Le modalità di registrazione dei materiali impiegati in ogni lotto di prodotto e della destinazione dei lotti di prodotto.

Ciò permette, oltre a rispettare i limiti di legge, di poter fornire maggior trasparenza ai propri clienti.La norma, definisce gli standard per la certificazione di filiera, che garantisce ai consumatori il controllo relativo alla provenienza, alla produzione e alla distribuzione del prodotto tramite lo sforzo coordinato di più organizzazioni che hanno come obiettivo comune la salvaguardia dell’integrità del prodotto.

Con la certificazione di rintracciabilità di filiera secondo la norma UNI EN ISO 22005:2008 Rintracciabilità nelle filiere agroalimentari Principi generali e requisiti di base per progettazione di sistemi e attuazione è possibile seguire le fasi di produzione dell’alimento, dalla materia prima al prodotto finito, attraverso le varie fasi del processo di lavorazione e attestare sempre la provenienza e la completa rintracciabilità dei prodotti.

Al giorno d’oggi vi sono aziende che hanno messo a punto un sistema di identificazione informatizzato che permetta di tracciare il percorso di ogni prodotto dalla sua nascita fino alla vendita al dettaglio; in ogni caso, l’informatizzazione senza pianificazione delle procedure da adottare e una gestione competente dell’intero sistema produttivo sarebbe uno strumento assolutamente incompleto. Ecco dunque la funzione della consulenza:

  • Verifica delle capacità aziendali;Pianificazione del più corretto sistema per gestire al meglio la produzione;
  • Applicazione di tale sistema;
  • Verifica del corretto funzionamento;
  • Integrazione con gli appositi supporti informatici.

Da questo si evince che l’informatizzazione è solo uno degli step che l’azienda deve affrontare.GLI STANDARD IFS (International Food Standard) E BRC (British Retail Consortium)

Le richieste dei due standard sono pressoché le stesse e si basano sull’adozione in azienda di:

  • un sistema di gestione della qualità certificato (sulla base della norma UNI EN ISO 9001:2008);
  • applicazione di un Piano di Autocontrollo Igienico (HACCP);
  • adozione delle buone pratiche di produzione, dimostranti anche l’applicazione di un sistema di Rintracciabilità;
  • caratteristiche strutturali del luogo di lavorazione (es. magazzini di confezionamento, depositi, etc.).

 

Tali Sistemi di Gestione sono perfettamente integrabili con i Sistemi di Gestione per la Qualità 9001, Ambiente 14001, Sicurezza 18001 ed altri modelli gestionali simili.

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